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Motor Show 2008
GranPrix Historique de Monaco


Edizione: 21/06/2008
Giornale di Brescia 

E nelle auto storiche tutti contro l’imbattibile Comelli
Paolo Mazzetti

Il Trofeo Vallecamonica, ovvero la «Malegno-Borno», è la corsa con la storia più radicata tra quelle tuttora disputate in provincia, a 44 anni dalla prima edizione. La competizione camuna, ideata da Renzo Castagneto nel 1964, è diventata una delle più classiche cronoscalate d'Italia, potendo vantare un Albo d'oro che annovera i più grandi campioni della specialità, come Noris, Angelo Caffi, Pam, Mario Casoni, Mauro Nesti ed Ezio Baribbi o, più recentemente, Pasquale Irlando, Franz Tschager, Danny Zardo e Alex Caffi, che bissò il successo del padre nel 2005.

Una così solida tradizione meritava che fosse offerta al pubblico, sempre numeroso, la possibilità di rivedere sui tornanti le protagoniste degli anni gloriosi; da alcune edizioni gli organizzatori hanno quindi affiancato alla gara anche una competizione per auto d'epoca. Quest'anno, saranno 30 i piloti che offriranno agli spettatori quelle derapate che i moderni controlli di trazione stanno facendo dimenticare. Il numero uno, o meglio il 251 per la numerazione delle storiche, sarà il vincitore dello scorso anno, Massimo Comelli.

Con la sua Alfa Romeo 33 SC 12, vincitrice nel mondiale Sport nel '77, il pilota di Concesio è ancora il favorito. I suoi unici rivali dovrebbero essere Giovanni Putelli con la Lucchini SN 87 e Luigi Bormolini con la Osella PA9, rispettivamente 2° e 4° assoluto nel 2007. I due prototipi sono però classe due litri, meno potenti dell'Alfa ex ufficiale. Se si tien conto anche del peso del piede destro, ricordando che lo scorso anno il tempo di Comelli sarebbe valso un piazzamento tra i primi dieci delle moderne, si arguisce che il risultato è già scritto.

Tra i protagonisti assoluti ci sarà Paolo Carlo Brambilla, anche se con la sua Fiat Abarth OTS 1000 (la versione cattiva della Fiat 850 Coupé) occuperà l'ultima posizione come nel 2007. A qualunque velocità salga verso Borno, questo signore milanese di 80 anni merita un applauso, perché le sue vittorie in Valcamonica le ha già ottenute: nel 1966 ha vinto la classe 1150 con una Lancia Fulvia; poi ha cominciato a correre con questa Abarth ottenendo la vittoria nella classe 1000 cc nel 1973, oltre ad una serie di piazzamenti da podio. 

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Edizione: 23/06/2008
Giornale di Brescia

La sfida automobilistica camuna si è dimostrata intensa anche nella categoria delle vetture «storiche»: la vittoria è andata a Luigi Bormolini che corse qui per la prima volta nel 1967

La cronoscalata arride al pilota senza tempo: 71 anni rombanti

Un gruppo di appassionati segue lo svolgimento del 39O Trofeo Vallecamonica Paolo Mazzetti BORNO Vincere una gara con una storia gloriosa come il Trofeo Vallecamonica a 71 anni è proprio una grande soddisfazione. Dopo l’arrivo al parco chiuso del pattinodromo, Luigi Bormolini appare proprio soddisfatto: «La prima Malegno-Borno l’ho disputata nel 1967 o giù di lì. Sono proprio contento perché è una delle più famose cronoscalate d’Italia, con un pubblico caldo, competente e numeroso. Per essere una giornata perfetta non ci sarebbe voluto il ritiro di mio figlio Fausto, che ieri aveva ottenuto il secondo tempo assoluto nelle prove delle vetture moderne». La vittoria del non più giovane pilota di Livigno, alla guida di un’Osella P9, appare meritata per costanza e impegno, seppur favorita dal ritiro di Massimo Comelli.

Sabato, l’indiscusso favorito aveva completato a fatica la prima manche delle prove, senza disputare la seconda a causa di gravi danni al motore. Il bresciano, dominatore lo scorso anno nelle storiche con un tempo che gli avrebbe consentito di entrare nella classifica dei primi dieci delle moderne, è stato visto transitare nelle ultime curve lasciando dietro di sé una fumata densa d’olio: «Il motore è andato e la mia gara è finita prima di cominciare» ha raccontato subito dopo l’arrivo, senza neppure aprire il cofano. Un vero peccato, anche per gli spettatori che domenica non hanno potuto ammirare l’Alfa Romeo 33 SC 12 ex ufficiale, vincitrice del Mondiale Sport nel 1977. Dopo quello di Luigi Bormolini, il secondo miglior tempo delle storiche è stato del camuno Maurizio Sbrilli. Il pilota di Breno, che evidentemente conosce come le sue tasche gli 8.590 metri del tracciato, ha fatto viaggiare davvero forte la Bmw 2002 Tii, lasciando indietro le più potenti Porsche.

A destare ammirazione è stato il terzo tempo assoluto, quello di Lele Aralla che con un Alpine A110 di soli 1300 cc è risultato staccato di soli 49" dall’Osella di Bormolini. Una prestazione eccezionale. Spesso, i piloti delle moderne guardano con sufficienza quelli delle storiche. Senza discussione alcuna, non potranno farlo quelli che hanno preso parte a questa edizione della Malegno-Borno: a parità di cilindrata e fino alla 1600, nessun pilota «moderno» ha saputo fare meglio di Lele Aralla, che si sarebbe qualificato intorno al quarantesimo posto della classifica riservata alle vetture di recente produzione. Una curiosità: nella sua categoria, il brianzolo Aralla ha preceduto un pilota della Brescia Corse, Giorgio Taglietti, usando una vettura della stessa scuderia. La velocissima Alpine era in origine una vettura della Brescia Corse ed è stata restaurata proprio con la livrea bianca e azzurra con la quale correva negli Anni ’70, con tanto di scudetto della Leonessa e sponsor bresciani dell’epoca. Tra le tante categorie, da citare la lotta tutta bresciana nella GTS 2000 tra due gentlemen drivers, entrambi dell’Historic Team e ambedue dal passato glorioso: Bruno Riccardi su Porsche 911 ha battuto di pochi secondi Roberto «Bobo» Onofri su Fiat 124 Abarth. Come tradizione nelle storiche, grazie anche alla gioia per la vittoria dell’amico Giulio Regosa, la contesa si è risolta con un invito a cena. Simpatica la lotta in famiglia tra due giovanissimi, i fratelli Francesco e Andrea Laffranchi, che corrono per il recentemente costituito Cooper Racing Club, entrambi con una Mini Cooper.

Il tempo migliore è stato di Andrea, battuto però nella classe 1300 da Burini. Francesco si è però dichiarato convinto che la sua prestazione è stata inferiore solo a causa della cilindrata da un litro della sua Mini, inferiore a quella guidata dal fratello. Chi volesse consultare le classifiche complete, può farlo sul sito www.trofeovallecamonica.it